18 Aprile 2021

Caregiver: chi sono e come sostenerli

Carissimi concittadini e followers di Latus Anniae, è un piacere ritrovarvi e potervi proporre un nuovo tema molto, molto importante ed attuale come non mai.
Tutti voi avrete sentito parlare dei “caregiver”, termine inglese che in soldoni significa “chi presta cure/chi si prende cura”.
Il caregiver non è una figura professionale, bensì solitamente si tratta di una persona che assiste quotidianamente un familiare bisognoso di cure ed attenzioni.

Genitori anziani e non autosufficienti, coniugi sopravvissuti ad un ictus o affetti da malattie degenerative e/o precoci, figli nati con particolari e gravi disabilità cognitive e/o fisiche, il ventaglio di diverse situazioni è enorme.
E a prendersi cura di queste persone, per diverse ore al giorno, spesso è un familiare il quale si trova costretto a limitare, se non annullare, qualsiasi impegno personale, alle volte dovendo abbandonare il lavoro o livellando verso lo zero ogni attività extra-lavorativa che comporti l’utilizzo di tempo libero.
Il tempo libero è dedicato esclusivamente al familiare bisognoso ed alla formazione, il più delle volte da autodidatta, per acquisire un novero crescente di competenze specifiche, finalizzate ovviamente al saper fronteggiare qualsiasi evenienza con il proprio assistito.
Somministrazione di farmaci e pasti, prenotazione e trasporto per quanto riguarda le visite specialistiche, igiene personale e pulizia delle pertinenze domestiche, compagnia e commissioni, tutto questo fa parte della giornata di un caregiver.

Se questo scenario vi sta turbando, non avete ancora letto i numeri.
Secondo l’ISTAT, i familiari caregiver in Italia sono circa 7,3 Milioni di persone, il 14,9% della popolazione totale, dei quali 600.000 assistono casi gravi e, di conseguenza, sono costretti ad una serie di privazioni e sforzi enormi.
Il 30% dei caregiver è stimato abbia meno di 45 anni ed il 60% di loro risulta disoccupato.
Al momento la Legge 104/92 garantisce tre giorni mensili di permesso per assistere il proprio familiare e fino a due anni di congedo per i casi gravissimi.
Tre giorni mensili, sembra un po’ poco visto che il 25,1% di questi eroi silenti dedica oltre 20 ore settimanali a questa occupazione non riconosciuta e sostenuta malamente dallo Stato.

Sono stati anche previsti dei fondi nella Legge di bilancio 2018, tuttora bloccati, i quali dovrebbero sostenere economicamente i caregiver, specialmente se impossibilitati a lavorare e quindi guadagnare autonomamente, poiché totalmente assorbiti dal proprio ruolo.
Ad oggi il Ministero del Lavoro non ha ancora emanato alcun decreto a riguardo, costringendo quindi le Regioni a farsi carico di una problematica sempre più presente nel tessuto sociale, visto l’aumento esponenziale di anziani e disabili nel nostro Paese.
L’Emilia-Romagna per prima ha integrato la figura del caregiver nei servizi assistenziali e socio-sanitari tramite la Legge Regionale n°2 del 28 marzo 2014.
Stanno seguendo l’esempio Abruzzo, Piemonte, Marche, Campania, Sardegna e Lazio.
E il Friuli Venezia Giulia?

La nostra Regione ha destinato un fondo cospicuo agli enti interessati (clicca QUI), affinché producano dei progetti ad hoc per sostenere queste figure magari non professionali, ma sicuramente meritevoli di riconoscimento e dignità.
Non siamo certi che possa bastare, ma è un inizio e lo apprezziamo.

Cosa proponiamo noi di Latus Anniae?
Presto detto: approfittando di questa linea adottata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Latisana potrebbe confezionare un progetto basato su una serie di borse lavoro, volte a retribuire concretamente i caregiver familiari, inserendovi diverse attività come la Pet-Therapy (da noi già introdotta a Latisana, clicca QUI), iniziative didattiche ed atte a mantenere alta la concentrazione e le capacità cognitive, letture e semplici giochi, musicoterapia e quant’altro di professionale e riconosciuto come utile per gli assistiti.

I fondi ci sono e siamo certi che non siano gli unici reperibili, di professionisti ed associazioni il nostro territorio è ben fornito, perché non creare questo circolo virtuoso?

Noi della lista civica autonoma “Latus Anniae” ci proponiamo di impegnarci in tal senso, nell’interesse delle persone più fragili ma anche di chi le sostiene in silenzio ogni giorno.
Grazie per il vostro tempo, buon proseguimento di giornata a tutti.

Gianluca Galasso

Gianluca Galasso

Ruolo: CAPOGRUPPO DI LATUS ANNIAE
Cresciuto a pane e politica nel nucleo famigliare di origine, fin da giovane mi sono impegnato nel sociale elargendo parte del mio tempo libero al volontariato ed a iniziative benefiche. Cinque anni in un gruppo privato di Protezione Civile, dodici mesi in Aeronautica Militare, svariati mestieri ed esperienze personali, fanno di me l'uomo che sono oggi. Ottengo a Maggio 2003 il Diploma in Vigilanza armata, qualifica professionale rilasciata dal Ministero della Difesa. Co-fondatore della redazione online "Alganews" assieme a Lucio Giordano, giornalista RAI. Orgogliosamente operaio, marito e padre di famiglia, fondo Latus Anniae a fine Marzo 2016 e tuttora la coordino, con l'intento di garantire il mio apporto civico e sociale alla comunità della quale faccio parte e che amo, tramite un gruppo apartitico e totalmente autofinanziato, composto da persone corrette e competenti delle quali vado fiero.

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