7 Maggio 2021

La derattizzazione senza veleno

Carissimi concittadini e followers di latusanniae.com è un piacere ritrovarvi a sfogliare le nostre pagine virtuali.
Oggi vogliamo parlarvi di un’opportunità mostrataci da una nostra assidua lettrice, Letizia Pallara che ringraziamo per averci portati a conoscenza di un’iniziativa totalmente in linea con i nostri ideali legati alla tutela dell’accoppiata “ambiente-animali”.

Il titolo di questo articolo è eloquente: si tratta di una tecnica per sbarazzarci dei ratti, senza l’utilizzo di veleni.
I motivi che ci porterebbero, dovessimo noi essere in futuro gli amministratore del Comune di Latisana, a fare a meno dei bocconi rodenticidi, sono molteplici e ve li andiamo ad elencare.

In primis si tratta pur sempre di veleno, anche se in dosi calibrate per il peso medio del ratto, quindi non sono da escludere reazioni avverse o addirittura fatali, in caso di contatto o ingestione delle esche da parte di altri animali o degli umani.
L’ambiente sicuramente non ci guadagna un granché, calcolando quante esche si trovino nel nostro territorio Comunale.
Sono una miriade, disseminate ovunque ed il rischio che il principio attivo finisca nella terra che coltiviamo e nelle falde acquifere è concreto.
Si parla sempre di dosi risibili, ma se si potessero evitare?

Anche se magari a qualcuno può interessare di meno, c’è inoltre da calcolare il dolore provocato al ratto, il quale non muore all’istante bensì in ore, giorni, con gli organi che cedono uno dietro l’altro scoppiando a causa dei coaguli formatisi nel sangue.
Saranno anche ratti, ma se lo meritano?

Calcoliamo poi che la carcassa del ratto rappresenta comunque un veicolo di possibili malattie, soprattutto se va a morire vicino a corsi d’acqua, terreni coltivati o aree frequentate dalla popolazione.
Altri soggetti, anziché cascare nel tranello, hanno ormai identificato le esche ed imparato come proteggersi, “mandando avanti” gli esemplari più anziani a fare da cavia (sì, lo fanno), annusando ed evitando la pasticca o il boccone e addirittura molti di essi hanno ormai sviluppato resistenza al veleno.

È una pratica dispendiosa, impattante (seppur in maniera lieve) sull’ambiente, crudele, poco efficace e va ripetuta più volte nell’arco dell’anno aumentando costi e rischi.Letizia sa che Latus Anniae è un gruppo nel quale la sensibilità verso l’ambiente e gli animali è una tematica di casa, quindi decide di parlarci del sistema di derattizzazione non cruento.

Una tecnica la quale si basa sostanzialmente sull’installazione di esche sterilizzanti per i ratti, i quali una volta assimilati questi principi attivi non letali, perderanno a lungo andare la capacità di riprodursi.
Quindi non un’eliminazione dei ratti in vita, rincorrendo senza successo la loro capacità proliferativa, ma semplicemente la riduzione drastica delle nuove nidiate.Il tutto senza rischi per l’uomo, per l’ambiente, senza dolore fisico e morti raccapriccianti di queste povere bestiole, che alla fine dei conti non possiamo lasciar scorrazzare per le vie del paese, chiaro, ma non meritano nemmeno di soffrire.

Per saperne di più esistono vari siti, basta “Googlare” le parole chiave (derattizzazione non cruenta, ad esempio) e vi compariranno diversi articoli e testimonianze di Comuni in Italia i quali hanno già adottato questo stratagemma pulito sotto ogni profilo e ne stanno testando l’efficacia.

Non sarà una priorità, non sarà uno di quei problemi che per primi saltano in mente quando si parla del nostro territorio, ma chi si propone di amministrare un paese deve conoscere a 360° tutti gli argomenti che interessano la zona, anche quelli che sembrano secondari.

Ringraziamo Letizia per il suo contributo, è un’idea che ci è piaciuta davvero e vorremmo portare quanto meno ad una fase di sperimentazione nel caso in cui la cittadinanza ci desse la fiducia necessaria per guidare Latisana.
In caso contrario, proveremmo a proporre il tutto a chi di dovere, sperando ascolti.

Grazie per il vostro tempo e se avete qualche idea, qualche tema da suggerirci, opinioni e commenti vari (sempre costruttivi), vi esortiamo a scriverci all’indirizzo mail segreteria@latusanniae.com e seguirci sui nostri canali social ai quali potete anche scrivere tramite il servizio di messaggeria privata presente.Buona continuazione a tutti!

Gianluca Galasso

Gianluca Galasso

Ruolo: CAPOGRUPPO DI LATUS ANNIAE
Cresciuto a pane e politica nel nucleo famigliare di origine, fin da giovane mi sono impegnato nel sociale elargendo parte del mio tempo libero al volontariato ed a iniziative benefiche. Cinque anni in un gruppo privato di Protezione Civile, dodici mesi in Aeronautica Militare, svariati mestieri ed esperienze personali, fanno di me l'uomo che sono oggi. Ottengo a Maggio 2003 il Diploma in Vigilanza armata, qualifica professionale rilasciata dal Ministero della Difesa. Co-fondatore della redazione online "Alganews" assieme a Lucio Giordano, giornalista RAI. Orgogliosamente operaio, marito e padre di famiglia, fondo Latus Anniae a fine Marzo 2016 e tuttora la coordino, con l'intento di garantire il mio apporto civico e sociale alla comunità della quale faccio parte e che amo, tramite un gruppo apartitico e totalmente autofinanziato, composto da persone corrette e competenti delle quali vado fiero.

View all posts by Gianluca Galasso →