27 Ottobre 2020

PUNTO 17: raccolta differenziata porta a porta e “tassazione puntuale”

Carissimi concittadini e followers di latusanniae.com è un piacere ritrovarvi all’interno della nostra piattaforma web totalmente rinnovata.
Come molti di voi avranno appreso dai nostri canali social (Facebook, Instagram, Telegram e Youtube), i tempi sono ormai maturi per cominciare ad esporvi alcuni nostri progetti da attuare nel caso in cui, nella Primavera del 2021, dovessimo diventare i nuovi amministratori del Comune di Latisana.
In caso contrario, sarà comunque nostra cura sottoporre le nostre idee a chi avrà l’onere e l’onore di guidare Latisana dal 2021 al 2026, poiché la paternità di un’iniziativa è importante, ma ciò che davvero conta è la concretizzazione della stessa, a prescindere dai meriti.

La gestione dei rifiuti prodotti all’interno del proprio territorio rappresenta forse il tema più importante della politica ambientale di un’Amministrazione Comunale.
Ogni Comune ha infatti la possibilità di decidere, di concerto con la società che si occupa dell’attività di raccolta e smaltimento (nel nostro caso, la Net s.p.a., società privata ma partecipata dai Comuni nei quali essa opera), quale tipologia di servizio offrire alla propria comunità.

Non si tratta soltanto di una mera questione amministrativa.
Adottando determinate politiche in materia di rifiuti un Comune può, anche indirettamente, sensibilizzare la popolazione ad un maggiore rispetto dell’ambiente, inducendola ad una minore produzione di rifiuti e ad una più meticolosa attività di differenziazione.
Banalmente, minore è la quantità di immondizia che produciamo ogni giorno, meno inquiniamo.

Vi sono, inoltre, dei risvolti di natura economica, relativi ai costi (posti a carico del Comune) dei servizi effettuati dalla Net. Riducendo la quantità di rifiuti conferiti ed aumentando la percentuale di differenziazione alla fonte (cioè già effettuata dai singoli cittadini) questi costi diminuiscono.
Ecco allora che il Comune potrebbe rivedere anche i criteri sulla base dei quali calcolare la TARI.
L’imposta comunale sui rifiuti ha infatti come principale scopo, dal punto di vista finanziario, la totale copertura dei costi suddetti…ecco perché assumere delle abitudini virtuose dal punto di vista ambientale, può portare ad un risparmio a favore dei cittadini.

Come sapete, l’attuale Amministrazione ha introdotto, nell’Ottobre del 2017, una prima forma di raccolta porta a porta, limitata però soltanto al rifiuto indifferenziato.
Ogni Mercoledì sera possiamo esporre un bidone grigio, contenente i rifiuti residui che non possono essere conferiti nei cassonetti stradali presenti sul territorio, i quali permettono invece di differenziare l’umido, la carta, la plastica ed il vetro (quest’ultimo insieme alle lattine).
A riprova di quanto possano essere benèfici gli effetti indiretti prodotti dalle politiche comunali in materia, si pensi che grazie all’introduzione di questa semplice prassi, la percentuale di differenziazione nel nostro Comune è aumentata di oltre venti punti, passando dal 52% nel 2017 ad uno stabile 77% nel biennio 2018-2019 (dato fornito dall’Assessore con Delega all’Ambiente Piercarlo Daneluzzi, che ringraziamo).

Si tratta di un dato molto importante, poiché il rifiuto indifferenziato è quello più difficilmente smaltibile e quindi più inquinante, ma ancora inferiore rispetto a quello di Comuni più virtuosi (alcuni dei quali presenti nella nostra Regione e serviti dalla Net, come ad esempio Tricesimo o Buja, o da altre società di servizi, come Codroipo), dove la percentuale di differenziazione può raggiungere anche l’85%.
Ecco perché riteniamo sia importante sfruttare questa metaforica “onda verde” che ha interessato anche la nostra comunità e fare un ulteriore passo in avanti.

Prendendo spunto da alcuni dei suddetti comuni virtuosi, vorremmo introdurre anche a Latisana un sistema di raccolta porta a porta per tutte le tipologie di rifiuti!
Ciò significa che ad ogni utenza, domestica e non, verrebbero forniti dei bidoncini, ognuno dotato di uno specifico colore, corrispondente alle cinque diverse tipologie di rifiuti (ancora: umido, indifferenziato, plastica, carta, vetro-lattine).
Seguendo poi dei principi di importanza e necessità di conferimento del rifiuto, tali bidoni verrebbero esposti con cadenze differenti: mentre il bidone dell’umido potrebbe essere esposto anche due volte a settimana, quello della plastica, della carta e del vetro/lattine verrebbe svuotato una volta a settimana.
A tale scopo, all’inizio di ogni anno si potrebbe fornire agli utenti un calendario, all’interno del quale sarebbero già evidenziate le date in cui esporre in strada (mese per mese, settimana per settimana) le diverse tipologie di bidoni.
Per venire incontro alle necessità di chi risiede all’interno di piccoli appartamenti (e per evitare anche la conseguente esposizione di lunghi filari di bidoncini), potrebbero essere forniti dei bidoni comuni, da installare all’interno delle corti condominiali (eventualmente dotati di lucchetti o meccanismi ad aperture elettronica, le cui chiavi andrebbero poi distribuite soltanto tra i condòmini).

Ovviamente l’introduzione di un sistema di raccolta porta a porta comporterebbe la dismissione dei cassonetti stradali attualmente presenti sul territorio, mentre continuerebbero ad essere utilizzabili sia il centro comunale di raccolta (la c.d. isola ecologica), cui servirsi nel caso sia necessario conferire rifiuti speciali o ingombranti, che il servizio di ritiro a domicilio di questi ultimi.
Si tratta anche di una questione legata al decoro urbano: si eliminerebbero quelle situazioni di degrado legate all’abbandono di rifiuti ingombranti presso le piazzole dove i cassonetti stradali sono attualmente situati, spesso oggetto delle nostre e vostre importanti segnalazioni.

La raccolta porta a porta di ogni tipologia di rifiuto non ci permetterebbe soltanto di ambire ad una più alta percentuale di differenziazione ma porrebbe anche le basi per un graduale passaggio ad un sistema di tassazione puntuale.
La TARI verrebbe calcolata non soltanto, come avviene ora, sulla base di coefficienti presuntivi, quali la superficie calpestabile dell’immobile e il numero di persone effettivamente residenti all’interno di esso (o al tipo di attività economica esercitata, se pensiamo alle utenze non domestiche).

Tali criteri verrebbero utilizzati soltanto per calcolare una quota dell’imposta, quella fissa (la cui funzione sarebbe quella di prevenire comportamenti scorretti da parte dell’utenza, la quale potrebbe servirsi dei cassonetti stradali presenti nel territorio dei Comuni limitrofi), mentre la restante quota avrebbe natura variabile e si baserebbe sulla quantità di rifiuto indifferenziato effettivamente prodotto.
Proprio quella tipologia di rifiuto che, come abbiamo visto, pone maggiori problematiche in relazione al suo smaltimento e quindi impone anche maggiori costi di gestione.
Esattamente come già avviene nel caso di una bolletta al consumo (si pensi a quelle di gas, luce e acqua), anche in relazione all’imposta sui rifiuti verrebbe quindi adottato un principio di equità: si paga in base a quanto si produce.

Come si potrebbero identificare le diverse utenze per calcolare la quantità di rifiuto residuo prodotto?
In un sistema di raccolta porta a porta, la soluzione migliore (e già utilizzata da molte municipalità) sarebbe quella dei sacchetti dotati di chip identificativi, utili anche nelle ipotesi di bidoni comuni installati all’interno delle corti condominiali.
Al momento della raccolta, appositi macchinari dotati di transponder andrebbero a rilevare l’avvenuto svuotamento del bidone, permettendo di raccogliere i dati relativi alla sua geolocalizzazione.
Non soltanto questi dati, una volta elaborati, permetterebbero alla società di servizi di ottimizzare il servizio di raccolta ma potrebbero anche essere forniti in tempo reale all’utenza.
Immaginate, attraverso un’applicazione da scaricare sul vostro smartphone, di poter conoscere l’importo della prossima rata della TARI sulla base del rifiuto indifferenziato conferito sino a quel momento.
Un servizio che, basandosi su un principio di trasparenza amministrativa, garantirebbe al contribuente anche una certezza del diritto.

Tuttavia, non vogliamo illudervi circa l’effettivo risparmio che sarebbe conseguito a favore dell’utenza.
È ovvio che, quantomeno nel primo periodo, i costi del servizio aumenterebbero, poiché la Net (e di conseguenza il Comune), dovrebbe farsi carico della dismissione dei cassonetti stradali e dell’organizzazione della raccolta porta a porta, dell’acquisto dei macchinari dotati di trasponder e dei sacchetti dotati di chip identificativi.

Come la maggior parte delle politiche ambientali, anche quella in materia di rifiuti persegue obiettivi di medio-lungo periodo.
Si tratterebbe di un procedimento graduale, il quale però porterebbe il Comune di Latisana ad essere un esempio da seguire nella difesa dell’ambiente.

Questo sistema di tassazione puntuale, una volta avviato, potrebbe fungere da fattore attrattivo per imprese, attività commerciali e studi professionali i quali, al fine di usufruire dei risparmi derivanti dai meccanismi di calcolo della TARI, organizzerebbero il lavoro all’interno dei propri stabilimenti ed uffici in modo da produrre la minore quantità possibile di rifiuti residui.
Un circolo virtuoso che si rifletterebbe anche sui negozi e supermercati già esistenti, dove inevitabilmente verrebbero accolte le istanze di un’utenza sempre più attenta alle conseguenze ecologiche dei propri acquisti.
Si comincerebbe quindi a porre maggiore attenzione ai prodotti a filiera corta, alla quantità e tipologia di imballaggi, alla possibilità di installare distributori alla spina per diversi tipi di detergenti e detersivi domestici.

Questo è il percorso che riteniamo sia necessario intraprendere per permettere anche al Comune di Latisana di rispondere alle sfide che ci attendono nel prossimo futuro in tema di difesa dell’ambiente.
Se il sistema di tassazione puntuale risponde ad un principio Europeo ormai consolidato (“chi inquina, paga!”), dobbiamo infatti ricordare che l’Unione Europea ha indicato nel 2035 il termine ultimo per raggiungere il prossimo obiettivo: Zero Rifiuti. Una prospettiva dove la percentuale di differenziazione dovrebbe avvicinarsi al 95%.
Noi siamo pronti, e voi?

Lodovico Conte

Lodovico Conte

Ruolo: DIRETTIVO DI LATUS ANNIAE
Nato a Latisana il 10 Luglio 1987, dove tuttora risiedo. Dopo aver conseguito la maturità scientifica presso il Liceo "Ettore Leonida Martin" di Latisana, mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Trieste, dove ho maturato una passione per le materie pubblicistiche (Diritto Costituzionale e amministrativo) e penalistiche. Ho quindi conseguito la Laurea in Giurisprudenza, discutendo una tesi in Diritto penale, avente ad oggetto il traffico di influenze illecite. Ho deciso di iscrivermi alla lista civica Latus Anniae perché credo nell'importanza della partecipazione attiva alla vita politica della nostra comunità. Attraverso la partecipazione tutti noi compiamo un passo verso un'amministrazione più efficace e trasparente.

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