19 Luglio 2024

Quanto si vede che non hai figli…

Carissimi concittadini e followers di latusanniae.com, ben ritrovati nel nostro sito ufficiale.Oggi l’articolo che vi proponiamo sembrerà polemico, ma così non è…
Si tratta soltanto in un punto di vista, non “della verità” ma di “una verità” tra tante.
Buona lettura.

Carissimi concittadini, stiamo vivendo un periodo surreale e quando il Primo Ministro Giuseppe Conte parla di “sfida epocale”, mi trova assolutamente concorde.
La nostra normalità è stata stravolta, molti di noi hanno perso il lavoro e tantissime famiglie non possono ipotizzare cosa succederà a livello economico il prossimo mese.

Aziende chiuse, strade vuote, purtroppo migliaia di decessi ed ancor più contagi e ricoveri, un Sistema Sanitario posto sotto stress come mai prima dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi, limitazioni, restrizioni e, purtroppo, ancora troppa gente che non le osserva.
All’inizio sembrava una vacanza, siamo al sicuro tra le mura domestiche ed è sempre meglio una quarantena sul divano che su un letto in terapia intensiva con un tubo in gola, chiarissimo.
Ma man mano che passano i giorni e, giustamente, le limitazioni vengono prolungate per non vanificare questo grande sforzo della nostra popolazione, si cominciano ad avvertire le prime tensioni.
Specialmente tra le varie “categorie”, perché purtroppo tantissima gente non è capace di cooperare senza dividersi in fazioni, ognuna la quale rivendichi maggiori diritti rispetto ad altre, puntando il dito, recriminando, ironizzando.

E da padre di famiglia, sinceramente, comincio ad essere stufo di chi “sfotte” chi ha figli e, a detta loro, pretende esageratamente di farli uscire, usandoli come capro espiatorio per evadere dalla quarantena.
Falso.
O meglio, precisiamo: come sempre (special modo nel Belpaese), c’è chi si sente più furbo degli altri.
Chi scende nella corte della propria palazzina ed improvvisa una festicciola con i vicini nelle pertinenze private che comunque sono soggette alle stesse limitazioni delle aree pubbliche, chi ha la morosa che di soppiatto lo raggiunge a casa per passare la notte assieme da un altro Comune, chi va tre volte al giorno in supermercato e così via.Come chi non ha mai corso se non dal divano al frigo, ma prima delle restrizioni ancor più stringenti sull’attività sportiva, si era improvvisato “podista” (o “runner”) dell’ultim’ora.Andando tra l’altro a far bloccare in casa tutti, anche i professionisti o gli amatori che in maniera etica e responsabile, da sempre, si sono allenati senza correre e far correre alcun rischio di contagio.

Ergo: i “furbi” (anzi, i bifolchi) ci saranno sempre.
Quindi sta a tutti noi segnalarli, farli punire come meritano ma senza fare di tutta l’erba un fascio, senza giudicare un’intera categoria da pochi elementi sbagliati.Le mele marce si lasciano a terra, guardiamo cosa c’è nel cesto.
E nel cesto ci sono tantissimi bimbi chiusi in casa, i quali stanno diventando isterici perché non possono ovviamente comprendere la situazione, ai quali è stata stravolta totalmente la routine, non possono vedere nonni ed amichetti, niente parco, niente “sgambata” per dissipare tutte le energie che hanno, niente Sole e Vitamina D, niente di niente.

Non tutti hanno un giardino, non tutti hanno una casa singola.
Il bimbo che vedete in foto è mio figlio Michele, ed il suo sorriso migliore lo sfodera quando vede una foglia, quando raccoglie una margherita, quando corre sull’erba, quando calcia una palla, quando vede la fontanella che schizza acqua, quando può avvicinarsi agli altri bimbi ed interagire, quando può salire sullo scivolo, quando è libero di esprimersi secondo le emozioni del momento.

Perché i bimbi vivono il momento, lui non sa, non può capire.
In casa i giochi diventano sempre quelli dopo un po’ di tempo, l’appartamento è piccolo e privo di un giardino, scendere non si può, la spesa devo andare io a farla (perché la mia famiglia segue le regole scrupolosamente, nessuna “furbata”) e quindi è costretto a stare in casa.

Per il suo bene, chiaro, non lo porterei mai al supermercato in questo periodo, non ci penso nemmeno.
E sono il primo a pretendere che tutti osservino le restrizioni e che si vinca tutti assieme questa battaglia per la salute pubblica.
La mia lamentela non è rivolta al fatto che mio figlio non possa uscire, per quanto mi dispiaccia per lui so che in questo periodo è meglio così.
Ciò che detesto è leggere i commenti tutt’altro che intelligenti di chi o non ha figli, o li ha talmente grandi da aver scordato cosa significhi avere una batteria al plutonio alta 90 centimetri che corre per casa come la palla di pietra del Tempio Maledetto di Indiana Jones, senza la possibilità di sfogarsi all’aria aperta.

E peggio, leggere che i genitori lascino abitualmente i figli davanti a supporti multimediali per non essere disturbati, mentre ora “stranamente” pretendano di uscire.
Mio figlio è uscito ogni benedetta mattina con sua madre, ogni benedetta mattina (meteo permettendo) e non sarebbe di certo un vezzo del momento per noi poterlo almeno far scendere di casa 10 minuti, in totale sicurezza.
E sono piuttosto certo che i genitori nelle nostre stesse condizioni abitative, stiano pensando “hai ragione”.

Ma sembra che questo sia un motivo di contagio, mentre riaprire il mercato (seppur controllato e ridimensionato) invece non costituisca in nessun modo un pericolo.
Sarò pazzo io che non comprendo, sarà un mio limite.
Ciò che vi chiedo è, cortesemente, di non creare fazioni, guerre, di non scagliarsi verso una categoria in particolare perché da questa situazione nefasta o se ne esce insieme, o rimaniamo fermi davanti ad un computer aspettando l’ennesimo modulo di autocertificazione.

Vogliamo per una volta evitare di aggredirci, ed anzi, utilizzare lo stesso tempo e le stesse energie che sprechiamo a darci addosso, per comprendere invece le visuali e le necessità altrui?
Sarebbe il caso, sarebbe ora.
Grazie per il vostro tempo, scusate lo sfogo e mi raccomando: restiamo a casa.
Meglio ci comporteremo in questo periodo, prima torneremo gradualmente alle nostre vite.

Gianluca Galasso

Ruolo: CAPOGRUPPO CONSILIARE DI LATUS ANNIAE
Cresciuto a pane e politica nel nucleo famigliare di origine, fin da giovane mi sono impegnato nel sociale elargendo parte del mio tempo libero al volontariato ed a iniziative benefiche. Cinque anni in un gruppo privato di Protezione Civile, dodici mesi in Aeronautica Militare, svariati mestieri ed esperienze personali, fanno di me l'uomo che sono oggi. Ottengo a Maggio 2003 il Diploma in Vigilanza armata, qualifica professionale rilasciata dal Ministero della Difesa. Orgogliosamente operaio e ghostwriter, marito e padre di famiglia, fondo Latus Anniae a fine Marzo 2016 e tuttora la coordino, con l'intento di garantire il mio apporto civico e sociale alla comunità della quale faccio parte e che amo, tramite un gruppo apartitico e totalmente autofinanziato, composto da persone corrette e competenti delle quali vado fiero. Candidato Sindaco nel 2021, dopo aver ottenuto il 7,56% delle preferenze sono diventato il Capogruppo consiliare di Latus Anniae in minoranza, ruolo al quale si aggiungono le nomine in Commissione Statuto e nella Commissione Elettorale del Comune di Latisana. Nel 2023 partecipo alle Elezioni Regionali in FVG come candidato nella circoscrizione di Udine nella lista di riferimento del candidato Presidente Massimo Moretuzzo, ovvero "Patto per l'Autonomia - Civica FVG".

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