23 Aprile 2024

Miss Italia a Latisana: quando bene può diventare meglio.

Carissimi lettori e followers di latusanniae.com è un piacere ritrovarvi intenti a sfogliare le pagine virtuali del nostro sito ufficiale.
Oggi siamo noi donne di Latus Anniae a proporvi un articolo nel quale esprimiamo la nostra posizione riguardo un evento molto importante che caratterizza anche il nostro territorio: le selezioni del concorso di bellezza “Miss Italia“.

Iniziamo questo nostro articolo con un breve excursus storico alla kermesse di Miss Italia.
Nacque 84 anni fa con il nome di “5.000 Lire per un Sorriso” e a quel tempo nessuna donna mostrava il proprio corpo, bensì solo il volto sorridente tramite l’invio di una fotografia alla rivista “Tempo”.

Nel 1946, dopo uno stop forzato a causa della Seconda Guerra Mondiale, riprese il concorso e da qui partì la prima sfilata in passerella, la Miss Italia che conosciamo noi e tutt’oggi ammiriamo nelle nostre piazze.

Dal 1990 furono abolite le classiche misure “90-60-90”, grazie al compianto Maurizio Costanzo, a quel tempo presidente di giuria.

Nell’anno 1994 vennero aperte le iscrizioni anche a mamme e mogli, escluse ingiustamente dalla competizione fino a quel momento.

Sappiamo benissimo che Miss Italia rappresenti la storia delle donne del nostro Paese, moltissime delle attrici e presentatrici più famose hanno mosso i loro primi passi artistici proprio su quelle passerelle.
E noi, da donne, siamo fiere di questo passato.

Siamo però altrettanto convinte che un evento di tale importanza meriti un luogo adatto nel nostro Comune e, a nostro parere, l’esterno di una piazza non è un luogo consono per le selezioni di Miss Italia.
In questi anni abbiamo più volte assistito ad apprezzamenti poco garbati, a fischi e commenti molto discutibili da parte di soggetti potenzialmente nemmeno interessati all’evento, passati di lì per caso o attratti da altre attività collaterali, e che si spendono in atteggiamenti lesivi della dignità delle partecipanti e della manifestazione stessa.
E per noi questo non è tollerabile.

Tutt’altra cosa, a nostro avviso, potrebbe essere un evento con pubblico realmente interessato e al chiuso, sfruttando ad esempio l’eleganza e la sobrietà del Politeama Odeon, dove far sfilare le ragazze in totale sicurezza e tranquillità e favorendo quindi anche una maggior partecipazione nel corso degli anni ed un riflettore puntato unicamente su questa manifestazione senza mescolarla ad altre iniziative.
Si andrebbe quindi sia a scremare la platea, cambiando location e quindi anche la percezione dell’ambiente che si ha attorno, e si garantirebbe la dovuta dignità alle ragazze, all’organizzazione della kermesse, ai professionisti e le aziende che si spendono per la buona riuscita dell’evento ed anche per tutelare l’immagine della nostra municipalità.

Speriamo inoltre che chi legge e magari ha figli e/o nipoti maschi, insegni loro a diventare un giorno degli uomini rispettosi e portatori sani di civiltà.

Grazie per aver letto il nostro pensiero e buona continuazione nel nostro sito!

Gruppo “Fiori d’Acciaio”, componente femminile della lista civica autonoma “Latus Anniae”
(Silvia-Maria De Luca, Elisabetta Perrotta, Mery Dazzan, Valentina Celio).