11 Agosto 2022

“Quando c’era LVI”: 100 anni di fake news!

Carissimi lettori di latusanniae.com è un piacere ritrovarvi anche in occasione della 77esima “Festa della Liberazione dell’Italia” dalla morsa del nazifascismo.
Un’occasione per riflettere sui valori della libertà, della Resistenza e della democrazia la quale, nonostante le sue imperfezioni, rimane pur sempre il miglior perimetro civile nel quale vivere.
Imperfetta e totalmente ingenua questa democrazia, tanto da concedere l’esposizione di qualsiasi pensiero, senza limiti nemmeno se inquadrati dalla Legge come “reato”, pur di non incappare nella censura (quindi nell’antitesi della democrazia stessa).

Purtroppo però, come ci insegnano soprattutto gli ultimi quindici anni dall’avvento dei social in poi, la proliferazione di pensieri, dogmi ideologici e dettagli storici totalmente falsi e fuorvianti è all’ordine del giorno.
Il rischio di fomentare e diffondere le ormai celeberrime “fake news” è reale, soprattutto perché il cervello umano ragiona per conferme e non per smentite, quindi sarà molto difficile rettificare efficacemente un’idea sbagliata nella testa di qualcuno, una volta incastrata irrimediabilmente tra le granitiche convinzioni personali.
Ecco, immaginate se le fake news in questione non fossero recenti, ma provenissero da diversi decenni fa…
Una bugia a furia di ripeterla diventa una versione credibile della verità, ma non è mia abitudine arrendermi ed anzi, cercherò oggi di sfatare alcuni miti legati al Ventennio fascista e le mirabolanti imprese le quali, a detta di molti (troppi) avrebbe compiuto.

  1. “IL FASCISMO HA CREATO LE PENSIONI!”
    La “Cassa Nazionale di Previdenza per l’invalidità e la vecchiaia” è stata creata nel 1898 quando Benito Mussolini compiva l’età di 15 anni ed il fascismo era ancora lontano dall’essere fondato (1919).
    La pensione sociale per come la conosciamo oggi, invece, è stata istituita nel 1969 quindi 34 anni dopo la caduta del regime.
  2. “IL FASCISMO HA BONIFICATO LE PALUDI!”
    Vero, ma rispetto agli otto milioni di ettari i quali dovevano essere bonificati in tutta la penisola italica, come promesso dal Duce in persona, venne completato in vent’anni appena mezzo milione di ettari, pari al 6% del totale.
    Quindi insomma…non tutta sta crema…
  3. “IL FASCISMO HA CREATO LE CASE POPOLARI PER GLI ITALIANI!”
    Le Case Popolari sono state realizzate sulla base di una Legge del 1903, presentata dall’On. Luigi Luzzatti, la quale sancì l’istituzione dell’IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), un ente a livello Comunale e Provinciale che gestiva l’edilizia pubblica finalizzata all’assegnazione di alloggi popolari ai cittadini meno abbienti.
    Anche qui, altra fake news…
  4. “IL FASCISMO HA ISTITUITO LA TREDICESIMA!”
    Certo, nel 1937 venne adottata questa misura che all’epoca veniva chiamata “gratifica natalizia”, un’ottima idea.
    Peccato che fosse riservata solo ai “colletti bianchi”, lo zoccolo duro del fascismo e non a tutti i lavoratori.
    La tredicesima per come la conosciamo oggi venne varata nel 1960 tramite il Decreto del Presidente della Repubblica (Giovanni Gronchi) n° 1070.
    Altra attribuzione indebita di meriti, ma ormai più proseguo e meno mi sorprende.
  5. “IL FASCISMO PROTEGGEVA E RISPETTAVA LE DONNE!”
    Certamente: con il Regio Decreto n° 1084 del 1925, le donne furono escluse dai concorsi pubblici per ambire a posizioni lavorative all’interno degli uffici direttivi nelle scuole paritarie.
    L’anno successivo, nel 1926, alle donne venne impedito di insegnare materie scientifiche negli istituti tecnici, stesso trattamento per filosofia e lettere nei licei.
    Dal 1938 inoltre, sempre il buon vecchio Duce introdusse il limite fissato al 10% per quanto riguarda l’occupazione femminile negli uffici pubblici e nelle aziende private.
    Dovevano stare a casa, le donne, trattate come schiave ed incubatrici in carne ed ossa.
    Ciò che più mi inorridisce è sentire dichiarazioni non troppo diverse da alcuni esponenti politici attuali, quasi un Secolo dopo…
  6. “IL FASCISMO FACEVA ARRIVARE I TRENI IN ORARIO!”
    Questa è la più diffusa e fa il paio con l’altra relativa alle bonifiche, sanno dire solo quello…
    I treni arrivavano in ritardo (eccome, con le tecnologie dell’epoca poi, figuriamoci…) allora come oggi, solo che ora grazie alla tanto vituperata “democrazia” possiamo parlarne, mentre durante il fascismo no.
    E non esagero: non si poteva assolutamente sollevare alcuna lamentela che potesse “offendere il prestigio dello Stato”, visto che venne introdotto questo nuovo reato nel 1931 tramite il “Testo Unico di pubblica sicurezza”.
    Immaginatevi a lamentarvi su Facebook in quegli anni, accomodatevi.
  7. “IL FASCISMO GARANTIVA ALL’ITALIA DI ESSERE UNO STATO SOVRANO!”
    Ma dove?
    Con l’istituzione della Repubblica di Salò diventammo dei pupazzi nelle mani della Germania nazista, alla quale venne permesso di saccheggiare ricchezze, materie prime ed opere d’arte nel nostro Paese, oltre alla deportazione di lavoratori per le loro fabbriche e di civili inermi da imprigionare (e purtroppo in molti casi anche eliminare) nei campi di sterminio.
    L’Italia intera era controllata dai tedeschi…e questa sarebbe sovranità?
  8. “IL FASCISMO CREAVA BENESSERE E RICCHEZZA!”
    Uno studio dello storico Francesco Filippi (ma non è l’unico ovviamente) evidenzia come attualmente il reddito medio italiano si aggiri attorno al 90% di quello dei francesi, i quali vivono in un Paese Europeo “avanzato”.
    Negli Anni ’30, il reddito medio di un lavoratore italiano ammontava al 33% di un francese ed al 20% di un pari-ruolo inglese.
    No…non si stava meglio, sarà che il passato rappresenta una calda coltre nella quale rifugiarsi, ma si tratta solo di disinformazione e percezione traviata della realtà.
  9. “IL FASCISMO GARANTIVA IL RISPETTO INTERNAZIONALE ALL’ITALIA!”
    Ma figuriamoci…
    La Germania nazista è dovuta intervenire più volte in aiuto degli soldati alleati “sfigati”, inviati da Mussolini in Nord Africa privi di equipaggiamenti idonei, cibo sufficiente ed armi decenti.
    Britannici ed Americani riuscirono senza troppi sforzi a cacciare i fascisti ed i nazisti da Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco, dimostrando l’iniquità della campagna italiana in quelle zone, la quale fa il paio con un’altra azione militare disastrosa in Grecia, dove l’Italia da buon parente povero necessitò nuovamente degli aiuti tedeschi.
    Ci schifavano tutti, e a ragion veduta.
  10. “IL FASCISMO NUTRIVA MENTI E CORPI GRAZIE ALL’ISTITUZIONE DELLA SCUOLA!”
    Altra fandonia: l’esordio della Scuola Elementare in Italia risale al 1859, anno in cui il Ministro della Pubblica Istruzione del Regno di Sardegna, Gabrio Casati, presentò e fece approvare il Regio Decreto amministrativo n° 3725 del 13 novembre 1859, noto come “Legge Casati”…il Duce non era nemmeno nato.

Queste ed altre notizie fasulle sono state alimentate più dall’ignoranza che dalla nostalgia, poiché se si conoscesse davvero il Ventennio fascista, sarebbe impossibile desiderare un suo ritorno o di esservi vissuti durante.
Per questo motivo vi consiglio caldamente di confutare ogni notizia in rete, cercando più fonti e scremando quelle non attendibili, affidandovi a chi la storia la studia e la racconta per quella che è stata.
Perché sapete…ognuno di noi ha la sua verità personale in tasca, ed è legittimo sia così, ma la realtà è una, oggettiva e per tutti.
E la realtà dei fatti è che la democrazia, sgangherata e caotica, alle volte deludente e sicuramente perfettibile, rimane il modo di vivere sociale e civile migliore possibile, anche quando sembra ingiusto, anche quando sembra non sia equo e non punisca adeguatamente chi sbaglia.
Ciò che ci serve davvero è la conoscenza, la cultura, la memoria storica, solo così potremo proteggere la nostra società democratica da chi vorrebbe semplicemente vederla crollare, senza immaginare lontanamente che proprio questi soggetti sarebbero i primi a patire il rigore di un regime.

Non lasciatevi ingannare, di buono il fascismo non ha prodotto nulla.
Violenza, calata di braghe davanti ai tedeschi, deportazione dei nostri connazionali nei campi di sterminio, decine e decine di migliaia di uomini anche giovanissimi mandati al massacro, fame, guerra, repressione di ogni opinione contraria, persecuzione di qualsiasi soggetto anche solo sospettato di poter rappresentare una minaccia al regime.
Ma davvero esiste qualcuno che vorrebbe vivere così?
E non pensiate che la Festa della Liberazione o il sentimento antifascista sia proprietà della Sinistrasono valori che appartengono a tutti i moderati, a tutte le persone dotate di senno e cultura, sono concetti fondanti della nostra Repubblica e siamo tutti chiamati a difenderli e sentirli propri.
Tutti, senza etichette ideologiche o di partito…tutti, insieme e liberi.

Grazie per il vostro tempo, buona continuazione e se cercate altre ghiotte fake news sulle mirabolanti imprese del fascismo, cliccate QUI e/o cercate in rete…ne troverete a bizzeffe.

– Gianluca Galasso, Capogruppo consiliare della lista civica autonoma “Latus Anniae”.

Gianluca Galasso

Ruolo: CAPOGRUPPO CONSILIARE DI LATUS ANNIAE
Cresciuto a pane e politica nel nucleo famigliare di origine, fin da giovane mi sono impegnato nel sociale elargendo parte del mio tempo libero al volontariato ed a iniziative benefiche. Cinque anni in un gruppo privato di Protezione Civile, dodici mesi in Aeronautica Militare, svariati mestieri ed esperienze personali, fanno di me l'uomo che sono oggi. Ottengo a Maggio 2003 il Diploma in Vigilanza armata, qualifica professionale rilasciata dal Ministero della Difesa. Orgogliosamente operaio e ghostwriter, marito e padre di famiglia, fondo Latus Anniae a fine Marzo 2016 e tuttora la coordino, con l'intento di garantire il mio apporto civico e sociale alla comunità della quale faccio parte e che amo, tramite un gruppo apartitico e totalmente autofinanziato, composto da persone corrette e competenti delle quali vado fiero. Candidato Sindaco nel 2021, dopo aver ottenuto il 7,56% delle preferenze sono diventato il Capogruppo consiliare di Latus Anniae in minoranza, ruolo al quale si aggiungono le nomine in Commissione Statuto e nella Commissione Elettorale del Comune di Latisana.

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