28 Luglio 2021

Aumentiamo i DAE e la formazione collettiva!

Carissimi followers di Latus Anniae, è un piacere ritrovarvi mentre sfogliate le pagine virtuali del nostro sito ufficiale!
L’articolo di oggi prende spunto da quanto successo al 43° minuto della gara tra Danimarca e Finlandia, entrambe impegnate nella fase finale dell’Europeo 2021.
Come ben saprete, si è sfiorato di un nonnulla un dramma umano e sportivo di portata enorme.
Il centrocampista offensivo Christian Eriksen, 29enne atleta professionista in ottimo stato di salute, di punto in bianco si è accasciato al suolo, privo di sensi e del battito cardiaco.

Il suo Capitano, Simon Kjær è accorso immediatamente verso il compagno e, resosi conto della gravità della situazione, ha tempestivamente provveduto a liberargli le vie aeree impedendo alla lingua di scivolare verso la gola, prima di cominciare con il massaggio cardiaco poi proseguito dal personale medico il quale ha recuperato l’irrecuperabile con una tenacia ammirevole.
Queste azioni hanno spianato la strada verso il miracolo.

Tra le pagine del Corriere della Sera di oggi, troverete un’intervista del Prof. Gaetano Thiene, esperto di morte cardiaca negli atleti, tragica situazione che ha già visto cadere ad esempio Davide Astori e Piermario Morosini.
Il Prof. Thiene afferma che:

“Christian Eriksen era già alle porte dell’aldilà, la fibrillazione ventricolare è l’anticamera della morte.
E invece il miracolo questa volta è avvenuto, gli hanno salvato la vita, la sua è stata una morte improvvisa abortita.
È stato un grande successo.
C’erano già stati più di 40 minuti di gioco, ma questo non è un problema per un atleta.
Il cuore è capace di prestazioni sportive enormi, di grandi performance meccaniche, ma la stabilità elettrica è un’altra storia, nel cuore di Eriksen c’è stato un cortocircuito.
Andrebbero tutti premiati, dal compagno di squadra Kjær che ha avuto la prontezza di spostargli la lingua per riaprire le vie aeree superiori, ai medici che per diversi minuti gli hanno praticato il massaggio cardiaco perché il cuore potesse pompare.
E poi a quelli che hanno usato il defibrillatore.
Il defibrillatore è stata una grandissima invenzione, è un salvavita.
Se l’hanno usato vuol dire che era in corso una fibrillazione ventricolare, il ragazzo ha perso coscienza, non poteva essere una sincope banale da caldo o da freddo, fosse stato così si sarebbe presto rialzato.
Una patologia sottostante c’è di sicuro e purtroppo queste patologie possono sfuggire anche ai controlli più serrati come quelli dei medici sportivi.”

Ecco cosa significa trovarsi nel posto giusto, al momento giusto, con gli strumenti adeguati ed una preparazione alle spalle.
Tutti noi possiamo, in qualsiasi momento della nostra vita, trovarci in grave pericolo e bisognosi della prontezza altrui, oppure nella condizione di poter accorrere in soccorso di chi sta soccombendo.

Questa esperienza, fortunatamente risoltasi con un enorme spavento e (si spera) nulla più, ci insegna che i defibrillatori semiautomatici (DAE) devono essere aumentati numericamente in tutto il territorio comunale di Latisana, special modo nei punti di maggior concentrazione dei cittadini, e che l’Amministrazione Comunale deve garantire al maggior numero di persone interessate, l’opportunità di essere formate per saper utilizzare correttamente sia le manovre salvavita che questo prezioso strumento.

Per questo motivo ci impegniamo formalmente con la cittadinanza di Latisana, a prescindere dal risultato elettorale di Ottobre 2021, a concretizzare un progetto sia di acquisto di altri DAE da installare nel capoluogo e nelle frazioni, sia ad organizzare una serie di corsi (con rilascio del patentino riconosciuto in Italia e all’Estero) durante i quali alcuni professionisti accreditati insegneranno ai cittadini iscritti, tutto il necessario per saper intervenire in caso di bisogno.

Chi salva una vita, salva il Mondo intero.
(dal Talmud)