17 Gennaio 2021

Ecco come non si difende l’ambiente

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Oggi desidero parlarvi nuovamente di ambiente, partendo da un titolo quasi provocatorio.
Come avrete letto, “ecco come non si difende l’ambiente”.
Mi sono imbattuto in un video pubblicato dall’account Youtube ufficiale del Comune di Latisana (VIDEO), nel quale viene esposto alla Giunta Comunale un progetto di lottizzazione a Pertegada, tra Via Forte e Via del Varmo, con relativa congiunzione tra le due parallele grazie ad una nuova strada (che ci piacerebbe, vista la posizione e la storia di quel posto, venisse chiamata “Via dell’irrigazione”).
Progetto nel quale, a detta del capo-Ufficio Tecnico, verrebbe sviluppata una sorta di viale alberato, per metà di pertinenza Comunale e per metà, sarà un limite mio ma non comprendo come, privato.
Il vice-Sindaco giustamente ha sollevato delle perplessità riguardo l’introduzione di un simile paesaggio in una zona priva di patrimonio arboreo, mentre l’Assessore all’Urbanistica ha giustificato l’iniziativa poiché parte di un piano più ampio di gestione del verde presente e futuro.

Ecco come non si difende l’ambiente, esattamente così.

Noi siamo i primi ad esigere che venga recuperato il mattone in essere, prima di veder colare cemento e mattoni in zone attualmente ancora appartenenti alla natura.
Noi siamo i primi a volere una Latisana “green” ed una strenua difesa dei paesaggi e dell’anima rurale di alcune nostre frazioni.
Noi siamo i primi a volere la reintroduzione del dono di un albero ad ogni bimbo nato nel Punto Nascita di Latisana (anche se la famiglia non vivesse qui), ma quando veramente si ama e si protegge l’ambiente, servono criteri.
Non basta piantare degli alberi, i quali un giorno diventeranno soltanto l’ennesima problematica lasciata in eredità a chi verrà.
Sbagliatissimo pensare di compiere oggi un gesto lodevole, se non mantiene la stessa caratura positiva nel tempo.

Un viale alberato, se gestito come abbiamo potuto “apprezzare” finora a Latisana (e non solo), significa ritrovarsi un domani non lontano con marciapiedi ed asfalto letteralmente spaccati ed alzati dalle radici, le quali cercando acqua e nutrienti non faranno altro che espandersi.
È di vitale importanza per l’albero che venga rispettata la sua Zona Critica Radicale (CRZ), ovvero l’area più prossima al tronco ed alla parte iniziale delle radici, vero e proprio cuore ed apparato digerente della pianta.
È di vitale importanza per l’albero che venga continuamente controllata la sua rizosfera, ovvero la parte del terreno in cui si realizzano le interazioni tra l’apparato radicale della pianta, i microrganismi e le sostanze presenti nel suolo, come la popolazione microbica, essenziale per uno sviluppo corretto della pianta.

Un albero piantato e lasciato crescere senza controlli costanti del terreno, altro non diventerà che un problema.
Potenzialmente crescerà meno del dovuto, accelerando il processo di atrofizzazione e si ammalerà o morirà prima dell’ora, costituendo quindi un pericolo a causa della sua instabilità e fragilità dalla base alla chioma.
Non nutrire il terreno e costruire troppo a ridosso del tronco, porta non solo la pianta allo scenario appena descritto, ma inevitabilmente la obbliga a cercare avidamente di nutrirsi lontano dal proprio corpo.
Le radici diverrebbero presto, come abbiamo visto in migliaia di casi, delle nemiche da tagliare e soffocare con colate di asfalto e cemento.
Ecco come non si difende l’ambiente.

Ma vogliamo credere che in Ufficio Tecnico a Latisana conoscano l’esistenza di materiali traspiranti per creare i marciapiedi, i quali possono essere posati sopra uno strato di ghiaia lavata la quale grazie alla sua permeabilità garantisce acqua e nutrimento alle radici, il tutto adagiato su degli appositi teli di “tessuto non tessuto” creati appositamente per tenere a bada i “tentacoli” degli alberi.
Poi magari un giorno vi parleremo pure di “isole vegetative” e “Sistema Cupolex”, inventato dalla Ponterolo Engineering di San Vito al T.to, senza andare a scomodare sempre gli Svedesi.

Concludendo…questo progetto può piacerci, ma solo se entriamo finalmente nell’ottica di un ambiente protetto ora e domani, il quale non venga lasciato al suo destino e non rischi di rappresentare in futuro un problema da gestire per le nuove generazioni.
Questa terra non ci appartiene, è di proprietà sempre di chi verrà dopo ed a loro dobbiamo lasciare una situazione il più ottimale possibile.
Grazie per il vostro tempo, un saluto a voi e le vostre famiglie.

Gianluca Galasso

Gianluca Galasso

Ruolo: CAPOGRUPPO DI LATUS ANNIAE
Cresciuto a pane e politica nel nucleo famigliare di origine, fin da giovane mi sono impegnato nel sociale elargendo parte del mio tempo libero al volontariato ed a iniziative benefiche. Cinque anni in un gruppo privato di Protezione Civile, dodici mesi in Aeronautica Militare, svariati mestieri ed esperienze personali, fanno di me l'uomo che sono oggi. Ottengo a Maggio 2003 il Diploma in Vigilanza armata, qualifica professionale rilasciata dal Ministero della Difesa. Co-fondatore della redazione online "Alganews" assieme a Lucio Giordano, giornalista RAI. Orgogliosamente operaio, marito e padre di famiglia, fondo Latus Anniae a fine Marzo 2016 e tuttora la coordino, con l'intento di garantire il mio apporto civico e sociale alla comunità della quale faccio parte e che amo, tramite un gruppo apartitico e totalmente autofinanziato, composto da persone corrette e competenti delle quali vado fiero.

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