17 Gennaio 2021

Latus Anniae intervista Laura Vidotto

Carissimi concittadini e followers di latusanniae.com è un piacere ritrovarvi.
Oggi vogliamo proporvi una storia di vita, di coraggio e con un lieto…procedere, perché la fine non è nemmeno all’orizzonte!Vi presentiamo una cara amica, una nostra compaesana che ha deciso di sviluppare il proprio progetto di vita ed imprenditoriale in Lombardia, seguendo un po’ il cuore e un po’ gli eventi.
Cominciamo quindi a scoprire passo dopo passo, il percorso di Laura Vidotto e della sua attività commerciale di vendita al dettaglio di generi alimentari sfusi, un’azienda attenta all’ambiente e dove l’ecosostenibilità è il valore fondante.

G: Laura, è bellissimo ritrovarti e soprattutto introdurti ai nostri lettori!

L: Buongiorno a tutti, ciao Gianluca, sono Laura Vidotto e provengo da quella che nostalgicamente chiamo Latisana Marittima dove ho vissuto i primi vent’anni della mia vita, senza dimenticare le stagioni estive trascorse a Lignano Pineta dove i miei genitori, da moltissimi anni, gestiscono negozio di vendita al dettaglio nel settore agroalimentare.

G: Latisana nelle vene, ma la vita ti ha portato altrove.
Qual è stato il primo passo fuori dalla “comfort zone”?

L: Direzione Padova.
Prima l’Università, il percorso di studi in Scienze Statistiche, la specialistica e poi ho deciso di fermarmi lì avendo trovato lavoro in un’azienda che, purtroppo (o per fortuna?) dopo qualche tempo ha vissuto un momento di appannamento finanziario, il quale ci ha condotti su strade diverse.
Esattamente in quel periodo tutt’altro che florido, al mio fidanzato (conosciuto proprio a Padova durante gli studi) è stato proposto un lavoro in Lombardia.

E così l’ho seguito.

G: Il cuore ti ha portato ancor più ad Ovest, lontana da certezze e radici.
Sicuramente però ci saranno stati dei pro…ne hai trovati in Lombardia?

L: Certo, inerenti al mondo del lavoro senza dubbio, qui ci sono molte più opportunità sia in termini numerici che di settori diversi, molto più di quanto potessi trovare in Veneto nonostante Padova sia una grande città.
In me però stava crescendo un tarlo, legato al tipo di occupazione che avrei cercato…non me la sentivo più di trascorrere la giornata chiusa in un ufficio, doverne sopportare le dinamiche, volevo tornare al contatto con la gente, ai rapporti umani, epidermici.

G: Prima la consapevolezza, poi la svolta.
Quando hai deciso di dare ascolto alla tua voce interiore?

L: Quando mi sono resa conto di non essere felice, di alzarmi la mattina sapendo che avrei dovuto affrontare un’altra giornata lavorativa sperando che passasse in fretta, per nulla appagata da quanto stessi facendo.
È in quel momento che ho realizzato il bisogno di tornare a quel lavoro che in realtà avevo tanto odiato durante l’adolescenza: il commercio al dettaglio.Questo percorso non è stato così immediato…ben quattro anni separano l’aver preso coscienza e l’aver trovato il coraggio, non è facile come sembra.

G: Hai parlato di coraggio.
Te la senti di approfondire questo tema e magari dare un consiglio a chi leggendo potrebbe trarre ispirazione?

L: Beh diciamo che ogni percorso è una storia a sé.
Chi come me intraprende un cammino imprenditoriale, a prescindere dall’idea che voglia concretizzare, sa che il rischio zero non esiste.
Ci sono stati momenti più o meno fertili per tanti settori, ma nessuno parte senza “adrenalina” e sicuro di riuscire.
In quanto alla forza di cominciare, ho capito un concetto che ritengo basilare e ci tengo a trasmettere perché forse potrebbe aiutare chi legge: il coraggio non ti aiuta a fare il salto, se si aspetta il coraggio per compiere il salto, questo non arriverà mai…il coraggio arriva mentre si salta.
Quando ho deciso di aprire ed ufficializzato (partita IVA, fornitori, contratto con il commercialista ecc), ero terrorizzata.
Zero coraggio.
È arrivato dopo e non nego che il timore di fallire o di aver investito male tempo e denaro c’è sempre, ma questa paura si affievolisce del tutto toccando con mano ciò che è stato realizzato con caparbietà, impegno, cuore e convinzione.

G: Hai parlato anche di periodi più o meno floridi.
Ne stiamo vivendo uno imprevedibile e fortemente dannoso per l’economia.Ha influito l’emergenza-Covid19 sulla tua attività?

L: Sinceramente no, almeno non nel fatturato.
Sono cambiate radicalmente invece le dinamiche di vendita ed assistenza al cliente, come per tutti negozi come il mio durante il lockdown.
Sono passata dal ricevere molti clienti al giorno i quali sceglievano i prodotti di loro gradimento, al dover (molto volentieri comunque) correre per le vie di Monza, divenuta una città fantasma, per consegnare la merce a domicilio, ma ciò non ha intaccato il mio business.
Ora fortunatamente tutto sta tornando alla normalità, la gente può nuovamente raggiungere la bottega dove viene accolta sempre con tanto entusiasmo e calore, il che di questi tempi non guasta!

G: Mi fa molto piacere, visto che purtroppo tante aziende non hanno avuto la stessa sorte.Tutto in regola, tutto funziona.
Dici che funzionerebbe anche qui?
Vedi il Friuli Venezia Giulia ed in particolare la nostra zona come possibile terreno fertile per far attecchire un progetto simile al tuo?
Tornerai mai qui in pianta stabile?

L: “Mai” e “per sempre” sono termini che non mi piace usare.
Al momento però, il mio presente è qui a Monza e non mi sono mai posta la questione di un ritorno alla mia terra di origine la quale ha un ruolo chiaro nel mio cuore.
Espongo sempre con grande orgoglio la mia friulanità e quando riesco torno sempre molto volentieri a trovare famigliari ed affetti.Il mio modello di azienda si inserirebbe perfettamente in FVG, anche nella nostra zona ovviamente, perché richiama ad antiche dinamiche di vendita al peso dei generi alimentari.
Ora ci sono molte più restrizioni e regole legate alla sicurezza degli alimenti (igiene, conservazione, contaminazione incrociata, allergeni ecc) però funziona!
Magari non in vasche scoperte come una volta, ma in dispenser sigillati sì.
Il Friuli Venezia Giulia ha una vocazione rurale come pochi altri territori al Mondo e sembra essere diventato parecchio attento ai temi di sostenibilità ambientale, ecco perché penso proprio che potrebbe attecchire un progetto come il mio.

G: Un’ultima domanda inerente alla nostra terra.
Cosa cambieresti, miglioreresti del Friuli Venezia Giulia ed in particolare della zona alla quale apparteniamo entrambi?

L: Domanda difficilissima poiché non vivendo lì da sedici anni, non è detto che io conosca i punti di forza e le debolezze attuali del territorio, ma in linea di massima c’è una “pecca” da sempre che ci caratterizza e penso ci si debba lavorare un po’ su…
Quando qui dico di essere Friulana, la gente ovviamente sa di cosa io stia parlando, ma la nostra Regione viene percepita sempre come un “buco nero” prima della Slovenia, una zona cuscinetto tra il Veneto (conosciutissimo) e l’Estero.
È un peccato che una terra così meravigliosa e dal potenziale infinito, venga confusa spesso con un’appendice del Veneto e non sappia vendersi, promuoversi, farsi conoscere con i propri connotati ben definiti e distinti dai territori adiacenti.
Ma non è troppo tardi, confido nella nostra generazione…anche se non è nelle corde dei Friulani saper fare marketing, tutto si impara.

G: Laura, come ringraziarti?
È stato un piacere averti con noi e speriamo di vederci presto…o qui a casa, o da te in bottega!

L: Sono io a ringraziare te Gianluca ed il fantastico gruppo che coordini, per avermi dato modo di raccontare me ed il mio progetto imprenditoriale sulla vostra piattaforma.
Spero possa ispirare chi sta per spiccare quel famoso, difficile salto, chi nel cuore custodisce il sogno di vivere la propria vita ed il proprio oggi senza paura o cercando certezze che il futuro, per definizione, non può garantirci.

Grazie ancora, vi aspetto presso la mia “Alternativa Sfusa – la bottega genuina” a Monza in via Bergamo 10…se vi capita di passare da quelle parti, ricordatevi della vostra compaesana emigrata ad Ovest! 

Gianluca Galasso

Gianluca Galasso

Ruolo: CAPOGRUPPO DI LATUS ANNIAE
Cresciuto a pane e politica nel nucleo famigliare di origine, fin da giovane mi sono impegnato nel sociale elargendo parte del mio tempo libero al volontariato ed a iniziative benefiche. Cinque anni in un gruppo privato di Protezione Civile, dodici mesi in Aeronautica Militare, svariati mestieri ed esperienze personali, fanno di me l'uomo che sono oggi. Ottengo a Maggio 2003 il Diploma in Vigilanza armata, qualifica professionale rilasciata dal Ministero della Difesa. Co-fondatore della redazione online "Alganews" assieme a Lucio Giordano, giornalista RAI. Orgogliosamente operaio, marito e padre di famiglia, fondo Latus Anniae a fine Marzo 2016 e tuttora la coordino, con l'intento di garantire il mio apporto civico e sociale alla comunità della quale faccio parte e che amo, tramite un gruppo apartitico e totalmente autofinanziato, composto da persone corrette e competenti delle quali vado fiero.

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