{"id":1781,"date":"2023-04-20T19:49:25","date_gmt":"2023-04-20T17:49:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.latusanniae.com\/?p=1781"},"modified":"2023-04-20T20:45:41","modified_gmt":"2023-04-20T18:45:41","slug":"scampoli-di-vita-la-storia-di-umberto-buffon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.latusanniae.com\/?p=1781","title":{"rendered":"Scampoli di vita: la storia di Umberto Buffon"},"content":{"rendered":"\n<p>Carissimi lettori e followers di <strong>latusanniae.com<\/strong> \u00e8 un vero piacere ritrovarvi intenti a sfogliare le pagine virtuali del nostro sito.<br>In questo articolo abbiamo voluto incontrare nuovamente una cara amica e collaboratrice di <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/latusanniae\">Latus Anniae<\/a><\/strong>, ovvero &#8220;<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lasartora\">La Sartora<\/a><\/strong>&#8221; di Latisana, <strong>Donatella Buffon<\/strong>, con la quale abbiamo approfondito la storia di suo Nonno paterno partendo da lontano per giungere fino ad oggi grazie ad un abito, da un tessuto, uno scampolo di vita da raccontare.<br>Buona lettura!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG:<\/strong> &#8220;Donatella, ben ritrovata!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;Eccoci Gianluca, pronti per una nuova intervista, ormai ci sto facendo il callo!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG:<\/strong> &#8220;Voglio ringraziarti per aver aperto il cassetto dei ricordi di famiglia, non \u00e8 da tutti&#8230;<br>Partiamo dal principio per comprendere il finale: parlaci di tuo <strong>Nonno Berto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;Con molto piacere!<br>Berto Buffon, all&#8217;Anagrafe <strong>Umberto<\/strong>, nasce nel <strong>1933 <\/strong>a Latisana e cresce in Via Tagliamento a pochi passi dal fiume.<br>Immaginerai che ovviamente sia stato obbligato a vestire i panni del piccolo <em><strong>Balilla <\/strong><\/em>ed abbia visto sfilare il <strong>Duce<\/strong>, venuto ad inaugurare la cittadina produttiva di <strong><em>Tor Viscosa<\/em><\/strong>.<br>Unico figlio maschio in famiglia rimane orfano di padre a dieci anni.<br>Come tutta la sua generazione ha vissuto l&#8217;orrore della <strong>Seconda Guerra Mondiale<\/strong> e subito i bombardamenti che la nostra zona ricorda con dolore, tra i quali i vari tentativi di colpire i ponti che ci collegano al vicino Veneto.<br>Narra la leggenda che, in preda al terrore per lo scoppio degli ordigni caduti dal cielo, <strong>corse a piedi da Sabbionera fino a Pertegada<\/strong> e l\u00e0 venne recuperato dall&#8217;unica sorella, mia Zia Maria.<br><br><strong>GG:<\/strong> &#8220;Beh, il fisico non gli mancava di certo!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;No anzi, e nemmeno la testa, tant&#8217;\u00e8 che riusc\u00ec a conseguire la <strong>5^ Elementare<\/strong> che per l&#8217;epoca non era cosa da poco ed ha dapprima lavorato come <strong>meccanico <\/strong>di biciclette e motorini per poi frequentare l&#8217;avviamento al lavoro come <strong>muratore<\/strong>.<br>Negli Anni &#8217;50 entra a lavorare in una ditta francese e nel 1955 conobbe a <strong>Parigi <\/strong>la donna che spos\u00f2 (1957), mia Nonna Marta (originaria delle valli del Natisone), con la quale mise al mondo nel 1958 mio padre e nel 1966 mia zia.<br>Lei per\u00f2 nacque in Italia dopo un&#8217;esperienza fugace in <strong>Svizzera<\/strong>, cominciata dalla loro famiglia nel 1962 e durata ben poco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG:<\/strong> &#8220;La mappa comincia ad aumentare in termini di luoghi toccati e chilometri percorsi&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;E non hai ancora visto nulla!<br>A <strong>Lucerna <\/strong>mia Nonna ricama i celeberrimi <em><strong>&#8220;pizzi San Gallo&#8221;<\/strong><\/em> mentre mio Nonno continua nell&#8217;edilizia come muratore.<br>Tutto sembrava filare liscio ma dopo sei mesi dall&#8217;inizio della loro nuova vita in Svizzera, vennero <strong>cacciati <\/strong>poich\u00e9 mio padre di soli quattro anni risultava essere uno dei celeberrimi <strong><em>&#8220;bambini nascosti&#8221;<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG:<\/strong> &#8220;I figli dei lavoratori stranieri, i quali non potevano risiedere regolarmente in Svizzera e dovevano vivere questa <strong>assurda clandestinit\u00e0<\/strong> sebbene fossero in casa dei loro genitori, lavoratori in regola ed estremamente utili nel sistema produttivo elvetico.<br>Sbaglio?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;No anzi, tutto tristemente corretto, <strong>la Svizzera voleva solo i lavoratori<\/strong>, delle loro famiglie si disinteressava ed anzi, non dovevano essere presenti nel territorio nazionale.<br>Un <strong>abominio <\/strong>trattato molto approfonditamente da un documentario <strong>RAI <\/strong>dal titolo <em><strong>&#8216;Non far rumore&#8217;<\/strong><\/em> che consiglio a tutti di vedere (clicca <strong><a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2019\/10\/Non-far-rumore-dca9504b-6fbd-427c-a78b-c3c4a4afbb19.html\">QUI<\/a><\/strong>).&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG:<\/strong> &#8220;Per certi versi il nostro Paese \u00e8 messo male cos\u00ec, solo che sessant&#8217;anni dopo il che \u00e8 ancora pi\u00f9 avvilente.<br>Basti pensare ad un&#8217;intera generazione nata e cresciuta in Italia ma privata della cittadinanza sempre che non si tratti di campioni nello sport, in quel caso tornano utili allo Stato e li si regolarizza.<br>Quindi tuo padre viene <strong>cacciato a soli quattro anni<\/strong>&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;S\u00ec, inizialmente va a vivere con i parenti di sua madre nell&#8217;Alto Friuli, poi l&#8217;intera famiglia si trasferisce e torna in Italia (a Latisana) nel 1963.<br>L&#8217;anno successivo mio Nonno parte per il suo primo incarico di lavoro in <strong>Africa<\/strong>, ecco perch\u00e9 ti avevo detto che non avevi ancora visto nulla riguardo luoghi e chilometri percorsi!<br>Tra i suoi compagni di viaggio e lavoro c&#8217;erano anche altri <strong>latisanesi<\/strong>, alcuni di loro ancora vivi e testimoni di quell&#8217;esperienza che per lui si concluse alla fine del 1965 per poi riprendere in una seconda occasione da poco dopo il Natale 1967.<br>Nel frattempo, qui in Italia, lavor\u00f2 per <strong>ITALVIA<\/strong>, un&#8217;azienda che pos\u00f2 gli <strong>acquedotti da Codroipo a Lignano Sabbiadoro<\/strong>.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG:<\/strong> &#8220;Un incarico sicuramente probante ma meno rischioso dell&#8217;Africa di quegli anni&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;Sicuramente, visto che nel primo periodo laggi\u00f9 si trov\u00f2 a lavorare ad esempio a pochi chilometri da una trib\u00f9 <strong>Masai <\/strong>che aveva appena <strong>ucciso <\/strong>(e si dice anche fagocitato) alcuni <strong>missionari<\/strong> e <strong>suore <\/strong>impegnati nella loro zona.<br>Nella seconda esperienza, conclusasi nei primi Anni &#8217;70, \u00e8 invece <strong>capocantiere<\/strong> con un centinaio di operai da gestire, per una ditta che posava <strong>strade <\/strong>e <strong>caditoie<\/strong>, ed \u00e8 in quell&#8217;occasione che viene <strong>catturato <\/strong>da dei <strong>mercenari <\/strong>i quali lo terranno in sequestro per sei mesi, durante i quali nessuno ha pi\u00f9 avuto notizie di lui.<br>Fortunatamente alcuni dei mercenari erano sia <em>&#8216;local<\/em>&#8216; (pertanto lo conoscevano, visto che gli capitava spesso di dormire e mangiare con le trib\u00f9 del posto) sia nostri conterranei e fecero sapere alla famiglia qui a Sabbionera che mio Nonno era ancora vivo e sarebbe tornato a casa, tramite i missionari locali che contattarono il nostro parroco dell&#8217;epoca, <strong>Don Lionello<\/strong>.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG: <\/strong>&#8220;Incredibile, una storia intrisa di avventura ma chiss\u00e0 che spavento!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;Situazioni simili erano all&#8217;ordine del giorno in quelle zone, come anche il contagio da <strong>malaria<\/strong>, difficolt\u00e0 nella comunicazione, nei <strong>trasporti<\/strong>, con il reperimento del materiale, tutte difficolt\u00e0 lasciate alle spalle a fine Anni &#8217;70 quando il buon Nonno Berto decise di non fare pi\u00f9 ritorno nel triangolo <strong>Rwanda<\/strong>, <strong>Burundi<\/strong> e <strong>Zaire <\/strong>(ora <strong>Repubblica Democratica del Congo<\/strong>) e di proseguire con la sua attivit\u00e0 di muratore come pendolare tra Latisana e Trieste fino alla pensione.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG:<\/strong> &#8220;Sicuramente una tratta pi\u00f9 agevole e meno intrisa di imprevisti!<br>Sono certo che, a fronte di tante asperit\u00e0 e pericoli, tuo Nonno abbia vissuto anche diversi momenti conviviali e dall&#8217;enorme spessore umano durante i suoi anni di lavoro in Africa.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;Assolutamente s\u00ec, come ti dicevo era abituato a <strong>convivere pacificamente<\/strong> con le popolazioni locali andando anche a mangiare e dormire assieme ai membri delle trib\u00f9.<br>Da l\u00ec infatti ha portato a Latisana una serie di oggetti, regali e <strong>stoffe <\/strong>che tuttora custodiamo con amore nel suo ricordo.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG:<\/strong> &#8220;Ed \u00e8 qui che ti volevo, perch\u00e9 a me piacciono le storie che partono dalla fine.<br>In occasione della mostra che abbiamo allestito a marzo 2023 presso la nostra sede in Piazza Giuseppe Garibaldi 20 a Latisana, nella vetrina a te dedicata hai esposto un meraviglioso abito verde che hai confezionato con le tue mani.<br>Quella stoffa, se non sbaglio, non \u00e8 solo ricca di colori ma anche di storia e diverse miglia percorse alle spalle&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;Dici bene, si tratta di una stoffa che abbiamo trovato nel baule che contiene i ricordi africani nella casa di mio Nonno Berto, dopo la sua dipartita.<br>Mi sono subito innamorata di questo oggetto cos\u00ec vero, cos\u00ec vivo, colorato, pieno di storia tra le sue trame e cos\u00ec ho voluto farne un abito che, concedetemelo, sfoggio con un certo orgoglio visto tutto ci\u00f2 che rappresenta per me e la mia famiglia.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG:<\/strong> &#8220;Fai bene, oltre alla tua arte c&#8217;\u00e8 tanto di vostro, tanto di Nonno Berto&#8230;non \u00e8 solo un abito, sono <strong>scampoli di vita<\/strong>, di un&#8217;esistenza vissuta appieno.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;Vero, una vita di sacrifici per dare una casa, un piatto ed un&#8217;istruzione ai suoi due figli.<br>Ringrazio te e tutta <strong>Latus Anniae<\/strong> per avermi dato modo di ricordarlo tramite questa intervista!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GG:<\/strong> &#8220;Siamo noi a ringraziare te per averci donato questa storia, rendendoci partecipi e dandomi modo di raccontarla.<br>Quindi alla prossima intervista, Donatella!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DB:<\/strong> &#8220;Sicuro, il mio numero ce l&#8217;hai!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><em>(se volete leggere l&#8217;intervista a Donatella Buffon relativa alla sua attivit\u00e0 artigianale, cliccate <strong><a href=\"https:\/\/www.latusanniae.com\/?p=1755\">QUI<\/a><\/strong>)<\/em><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi lettori e followers di latusanniae.com \u00e8 un vero piacere ritrovarvi intenti a sfogliare le pagine virtuali del nostro sito.In questo articolo abbiamo voluto incontrare nuovamente &hellip; 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