{"id":1375,"date":"2022-03-15T17:55:52","date_gmt":"2022-03-15T16:55:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.latusanniae.com\/?p=1375"},"modified":"2022-05-17T15:24:46","modified_gmt":"2022-05-17T13:24:46","slug":"15-marzo-e-disturbi-alimentari-parola-a-valentina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.latusanniae.com\/?p=1375","title":{"rendered":"15 marzo e disturbi alimentari: parola a Valentina"},"content":{"rendered":"\n<p>Carissimi lettori di <strong>latusanniae.com<\/strong> siamo lieti di ritrovarvi tra le nostre pagine virtuali, a sfogliarle avidamente per trovare (speriamo) spunti interessanti e tematiche socialmente utili.<br>Il 15 marzo, come ben sapete, \u00e8 la <em><strong>&#8220;Giornata Nazionale dei Disturbi Alimentari&#8221;<\/strong><\/em>, un argomento delicatissimo e che tocca personalmente moltissime persone.<br>Una di esse, <strong>Valentina Celio<\/strong>, fa parte del nostro gruppo ed ha voluto aprirsi e parlarne pubblicamente, per contribuire alla causa mettendo a disposizione di tutti la propria esperienza personale.<br><strong>Parola a Valentina:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Buongiorno a tutti, sono Valentina Celio e faccio parte della lista civica autonoma <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/latusanniae\">Latus Anniae<\/a><\/strong> da alcuni mesi.<br>Questo \u00e8 il mio primo articolo ed ho pensato che dovesse essere tanto intimo quanto utile per il maggior numero di persone possibile, sia per chi soffre di <strong>disturbi alimentari<\/strong>, sia per le persone che stanno loro attorno come familiari, amici e colleghi.<br><br>Una persona che soffre di un disturbo alimentare non necessariamente \u00e8 <strong>adolescente <\/strong>o <strong>femmina<\/strong>, poich\u00e9 stiamo parlando di problematiche che colpiscono indistintamente a qualsiasi et\u00e0 ed entrambi i generi.<br>Si pu\u00f2 pensare che l&#8217;incidenza sia maggiore nelle ragazze giovani, visto che una delle cause pi\u00f9 frequenti pu\u00f2 essere ricondotta a motivazioni <strong>estetiche<\/strong>, soprattutto a causa dell&#8217;ascesa dei social attraverso i quali vengono veicolati concetti pericolosi come la <em><strong>diet culture<\/strong><\/em> spiegata da sedicenti esperti privi di competenze, o l&#8217;<strong>esaltazione dell&#8217;immagine<\/strong> come scopo di maggior rilevanza nella vita.<br>Apparire, ad ogni costo.<br>Questa <strong>non-cultura<\/strong> crea eserciti di persone anoressiche e bulimiche, tra chi non mangia per non prendere peso e chi compensa provocandosi il vomito o portando le proprie giornate ad un livello esasperante di <strong>iperattivit\u00e0 <\/strong>pur di <strong>bruciare calorie<\/strong>.<br>Ma anche in questi soggetti, la fonte del problema \u00e8 ben pi\u00f9 radicato nella mente e nell&#8217;animo&#8230;il motivo estetico (uno tra tanti, innumerevoli) \u00e8 solo un fattore scatenante, mentre la causa va cercata ben pi\u00f9 in <strong>profondit\u00e0<\/strong>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Parlavamo di chi vive con l&#8217;argento vivo addosso per dissipare le calorie, giusto?<br>Bene, io facevo parte di questa nutrita categoria: pensate che quando mi trovavo al semaforo, se rimanevo in coda con il rosso, tendevo a <strong>muovere gambe e glutei<\/strong> il pi\u00f9 possibile affinch\u00e9 il mio corpo consumasse <strong>calorie<\/strong>.<br>Lo stesso a casa, <strong>saltellando <\/strong>sul posto anche durante una conversazione telefonica o mentre sbrigavo le faccende domestiche.<br>Mangiavo sempre di meno, <strong>volevo nascondermi fino a sparire<\/strong>.<br>Vedevo il mio corpo mutare, la parte razionale di me leggeva il numero sulla bilancia e si rendeva conto che stesse <strong>calando <\/strong>progressivamente, ma la parte compromessa della mia psiche <strong>negava <\/strong>il tutto a me stessa ed alle persone a me vicine, alle quali presentavo una serie di <strong>rassicurazioni <\/strong>tutto fuorch\u00e9 credibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo male senza rendermene conto, non del tutto, o meglio ne ero conscia ma lo negavo e sappiamo tutti che <strong>una bugia se ripetuta tantissime volte si trasforma nella verit\u00e0<\/strong>.<br>Tra persone che hanno o hanno vissuto situazioni simili <strong>ci si riconosce<\/strong>, al punto che noto chi come me in supermercato leggeva compulsivamente le tabelle nutrizionali dei vari prodotti, scegliendo quelli anche con <strong>un solo grammo di grassi in meno<\/strong>, anche con solo una misera caloria in meno.<br>Ero diventata totalmente <strong>maniaca del controllo<\/strong>, organizzatissima ed iperattiva, un aereo perennemente pronto al decollo ma <strong>senza il carburante necessario<\/strong>&#8230;<br>Mangiare spesso viene accostato al concetto di amore, amore per s\u00e9 stessi e le persone con le quali si condivide il desco.<br>Per me <strong>le festivit\u00e0 erano diventate un incubo<\/strong>, mentre invece dovrebbero essere un momento gioviale e di <strong>condivisione<\/strong>.<br>Ecco perch\u00e9 dico che volevo sparire, <strong>nascondermi <\/strong>e che per riuscirci pensavo fosse necessario assorbire meno calorie possibile. <br><br>Il punto di rottura \u00e8 arrivato quando, a seguito di una mia reazione rabbiosa spropositata, sono stata travolta da un violento <strong>attacco di panico<\/strong>.<br>Ho capito di avere un <strong>problema <\/strong>e, soprattutto, ho sentito forte in me la voglia di tornare a galla e <strong>non soffrire pi\u00f9<\/strong> in quel modo.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 <strong>\u00e8 il malato a doversi rendere conto di esserlo<\/strong>, ammettendo di avere un problema e cominciando un percorso per uscirne.<br>Senza la <strong>consapevolezza<\/strong>, se <strong>il soggetto non \u00e8 pronto a guarire<\/strong>, non \u00e8 semplice divincolarsi da questo mostro subdolo.<br>E soprattutto chi orbita attorno a queste persone deve comprendere la <strong>sorgente <\/strong>della loro sofferenza. <br>Il disturbo alimentare nasce da un problema pi\u00f9 profondo, <strong>emotivo e psicologico<\/strong> ed ecco perch\u00e9 sostengo che tutti dovrebbero appoggiarsi ad un professionista in grado di sbloccare i giusti sigilli, cos\u00ec da cominciare la risalita.<br>Non \u00e8 detto che il ricovero in una struttura adeguata possa funzionare, ma nel mio caso ha sortito i suoi effetti, assieme alla consapevolezza che abbiamo maturato tanto io quanto i miei affetti.<br>L&#8217;<strong>aspetto emotivo d\u00e0 vita al disturbo alimentare<\/strong>, ma pu\u00f2 anche risolverlo, nasce e muore tutto l\u00ec dentro, in quella piega del cuore dove la luce non arriva.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi soffre, infine, \u00e8 <strong>indecifrabile <\/strong>e dall&#8217;aspetto che non per forza palesa il problema.<br>Per disturbo alimentare non si intende solamente l&#8217;anoressico che mostra una <strong>magrezza <\/strong>esagerata, poich\u00e9 sono moltissime le persone fisicamente <strong>insospettabili <\/strong>le quali compensano in altra maniera all&#8217;esubero di cibo ingerito, godono di un metabolismo che camuffa i propri disordini psicologici o semplicemente <strong>si alimentano male<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La salute parte dalla mente, dall&#8217;anima, dal profondo del nostro io.<br>Prendersi cura del corpo senza prestare attenzione alla mente equivale a correre con i lacci delle scarpe legati tra di essi&#8230;ricordiamolo sempre, <strong>l&#8217;emotivit\u00e0 ed il benessere mentale sono le basi sulle quali poggia la salute del nostro organismo<\/strong>.<br>Spero di esservi stata utile e soprattutto vi ringrazio per aver letto la mia storia a grandi linee.&#8221;<br><br><strong>Valentina Celio<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi lettori di latusanniae.com siamo lieti di ritrovarvi tra le nostre pagine virtuali, a sfogliarle avidamente per trovare (speriamo) spunti interessanti e tematiche 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